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Consulenze Tecniche di Parte in Ambito Civile e Penale a Catania e Online

Ogni individuo coinvolto in un procedimento civile o penale può nominare un consulente tecnico di parte (CTP) secondo quanto stabilito dagli art.225 e 233 c.p.p. e dall’dall’art.201 c.p.c.. Sarà possibile nominare uno o più CTP, in numero non superiore a quello dei consulenti nominati dal giudice, ma anche se il giudice non ha nominato un suo consulente, al fine di esercitare il diritto alla prova. Il consulente tecnico di parte può partecipare all’incarico del perito o del consulente tecnico d’ufficio, facendo proposte operative ed esprimendo richieste o osservazioni e ha il compito di assicurare che il consulente nominato dal giudice e il consulente tecnico nominato dall’altra parte rispettino metodologie corrette ed esprimano giudizi fondati scientificamente.

Perito, CTU, CTP, perito di parte, consulente di parte, consulente tecnico di parte: quali sono le differenze per non creare confusione

Nel contesto giuridico, vengono distinti diversi ruoli e terminologie per gli esperti psicologi. In ambito penale, il giudice può nominare uno psicologo come “Perito” per condurre una “perizia“, valutando la capacità mentale e altri aspetti psicologici rilevanti per il caso. In ambito civile, lo psicologo può essere nominato “Consulente Tecnico d’Ufficio” (CTU) per fornire una “Consulenza Tecnica d’Ufficio” al giudice su questioni come l’affidamento dei figli o la valutazione del danno psicologico. Nell’ambito penale, il lavoro dello psicologo può riguardare la valutazione dell’imputabilità, la pericolosità sociale o la capacità di rendere testimonianza. In ambito civile, le sue competenze sono spesso richieste per questioni relative alla custodia dei figli, alla valutazione dell’idoneità genitoriale e al risarcimento per danni psicologici. Se viene avviata una perizia o una CTU, entrambe le parti hanno il diritto di nominare un proprio “Consulente Tecnico di Parte” (CTP), che lavorerà a supporto dei loro interessi. Il CTP segue il processo, proteggendo gli interessi della parte che lo ha nominato e fornendo eventualmente documentazione aggiuntiva e una relazione finale. Lo psicologo forense può essere richiesto anche da altri professionisti, come uno psichiatra o un medico-legale, e può operare come ausiliario del tecnico in qualità di esperto nelle questioni psicologiche. In sintesi, lo psicologo forense svolge un ruolo cruciale nell’offrire una comprensione approfondita delle dinamiche psicologiche coinvolte nei casi giuridici, aiutando il giudice a prendere decisioni informate e supportando le parti coinvolte nel processo legale.

Quali sono i compiti del CTP

Il Consulente Tecnico di Parte (CTP) sostiene la parte che lo ha nominato, difendendo i suoi interessi attraverso deduzioni tecniche. Tra i compiti del CTP vi è l’assistenza alle operazioni peritali del CTU, la partecipazione alle udienze e alle camere di consiglio in cui è coinvolto il CTU, e la possibilità di intervenire sulle perizie e indagini tecniche del CTU fornendo osservazioni. Le osservazioni del CTP in udienza sono trascritte nel verbale, mentre quelle sulle indagini del CTU vengono inserite nella relazione del CTU e in una relazione separata redatta dal CTP. Pur non avendo valore probatorio, questa documentazione diventa parte integrante della documentazione prodotta dalla parte che il CTP rappresenta.

Requisiti che il perito, il consulente tecnico d’ufficio (CTU) e il consulente di parte (CTP) devono possedere

Nel 2023 è stato avviato un dialogo tra il Consiglio Nazionale Ordine Psicologi e il Ministero della Giustizia sulla scorta del materiale predisposto dal Comitato Tecnico e dal Coordinamento per la Psicologia Giuridica, a cui ha fatto seguito il DM n.109 del 4 agosto 2023, pubblicato in gazzetta Ufficiale l’11 agosto, che definisce i criteri per l’accesso e il mantenimento dell’iscrizione nell’albo dei CTU. In base al decreto, per l’iscrizione all’albo è necessario il possesso dei seguenti requisiti (art.4 del DM): a) iscrizione all’ordine, b) essere in regola con gli obblighi di formazione continua, c) condotta morale specchiata, d) speciale competenza tecnica nelle materie oggetto della categoria di interesse, d) residenza anagrafica o domicilio professionale nel circondario del Tribunale. La speciale competenza tecnica sussiste qualora ricorrano, alternativamente o congiuntamente, i seguenti requisiti: 1) comprovata esperienza professionale in materia di violenza domestica e nei confronti di minori; 2) possesso di adeguati titoli di specializzazione o approfondimento post-universitari in psichiatria, psicoterapia, psicologia dell’età evolutiva o psicologia giuridica o forense, purché iscritti da almeno cinque anni nei rispettivi albi professionali; 3) aver svolto per almeno cinque anni attività clinica con minori presso strutture pubbliche o private. Il ministro Carlo Nordio ha introdotto diverse novità in merito ai requisiti del CTU: 5 anni di esperienza professionale, continuatività dell’attività e aggiornamento obbligatorio per il mantenimento dell’iscrizione. Le aree di competenza e specializzazioni aumentano, con la possibilità di iscriversi in più campi. È introdotta la certificazione UNI come prova alternativa di esperienza. I CTU potranno richiedere sospensioni volontarie per un periodo non superiore a 9 mesi o più richieste, purché complessivamente non superiori a 18 mesi in un quadriennio.

Nomina del consulente di parte in ambito civile

L’articolo 201 del Codice di Procedura Civile stabilisce la possibilità di nominare un Consulente Tecnico di Parte (CTP) nel contesto di una consulenza tecnica d’ufficio. Il giudice, con lo stesso atto in cui nomina il Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU), consente alle parti coinvolte di designare il proprio CTP, specificando i termini per la nomina. La scelta del CTP spetta alla parte interessata, che, tramite il proprio avvocato, presenta al giudice una dichiarazione di nomina contenente il nome e il contatto del professionista selezionato. È importante che la dichiarazione sia presentata in cancelleria entro i termini stabiliti per essere considerata valida; altrimenti, sarà considerata nulla. Il cancelliere comunica al CTP le indagini predisposte dal CTU, consentendogli di parteciparvi secondo quanto previsto dall’articolo 194 e dall’articolo 201 del codice di procedura civile. In breve, il CTP viene nominato solo se il giudice ha precedentemente nominato il CTU, e la sua nomina avviene su richiesta della parte interessata, che deve rispettare i termini e le procedure stabilite dalla legge per garantire l’efficacia del processo.

Nomina del consulente di parte in ambito penale

L’articolo 225 c.p.p.regola la nomina dei consulenti tecnici dopo che è stata disposta una perizia. Il pubblico ministero e le parti private hanno il diritto di nominare propri consulenti tecnici, in numero non superiore a quello dei periti. Le parti private, in base alle condizioni previste dalla legge sul patrocinio statale dei non abbienti, possono avere un consulente tecnico a spese dello Stato. Il pubblico ministero e le parti private, con i rispettivi difensori, sono legittimati alla nomina.   Di regola, il consulente tecnico del pubblico ministero deve essere scelto tra gli iscritti all’albo dei periti, ma può essere scelto anche diversamente, senza alcuna sanzione per l’inosservanza di questa regola. Tuttavia, se viene superato il limite numerico dei consulenti tecnici, non è prevista una sanzione, ma il giudice potrebbe escludere il consulente tecnico nominato per ultimo.

Come usufruire del consulente di parte quando non è nominato un perito

L’articolo 233 del codice di procedura penale regola la nomina dei consulenti tecnici di parte (CTP) fuori dai casi di perizia. Ogni parte può nominare fino a due propri consulenti tecnici se non è stata disposta una perizia. Questi consulenti possono esporre il loro parere al giudice e presentare memorie secondo l’articolo 121. Su richiesta del difensore, il giudice può autorizzare il consulente tecnico di una parte a esaminare le cose sequestrate, a intervenire alle ispezioni o ad esaminare gli oggetti delle ispezioni alle quali non ha partecipato. L’autorizzazione prima dell’azione penale è concessa dal pubblico ministero su richiesta del difensore, con possibilità di opposizione del difensore contro il decreto che respinge la richiesta. Se successivamente alla nomina dei consulenti tecnici viene disposta una perizia, saranno loro riconosciuti i diritti e le facoltà previste dall’articolo 230, con alcune limitazioni. In sintesi, l’articolo 233 c.p.p.disciplina la nomina e i diritti dei consulenti tecnici in situazioni in cui non è stata disposta una perizia, dunque extraperitale.

Quanto costa una consulenza tecnica di parte e da chi è pagato il consulente di parte?

La parte che lo nomina è tenuta a pagare il CTP, ma in caso di vittoria può recuperare il costo come parte delle spese legali. Il costo della consulenza varia in base alle tariffe professionali del CTP, alle attività del perito o del CTU e al numero di udienze in cui è partecipe il CTP. È importante notare che il CTP ha diritto al pagamento anche se la parte che lo ha nominato perde la causa.

Alcuni riferimenti normativi che disciplinano il lavoro del consulente tecnico di parte

Art.201 c.p.c.: “Il giudice istruttore, con l’ordinanza di nomina del consulente [191 c.p.c.], assegna alle parti un termine entro il quale possono nominare, con dichiarazione ricevuta dal cancelliere, un loro consulente tecnico. Il consulente della parte, oltre ad assistere a norma dell’articolo 194 alle operazioni del consulente del giudice, partecipa all’udienza e alla camera di consiglio ogni volta che vi interviene il consulente del giudice, per chiarire e svolgere, con l’autorizzazione del presidente, le sue osservazioni sui risultati delle indagini tecniche.” Art.225 c.p.p.: le parti hanno la facoltà di nominare propri consulenti tecnici, ma in numero non superiore (per ciascuna parte) a quello dei periti. Art.230 c.p.p.: i consulenti tecnici possono partecipare all’incarico, facendo proposte operative ed esprimendo richieste o osservazioni. Art.233 c.p.p.: le parti possono nominare un CTP, anche se il giudice non ha nominato un perito, al fine di esercitare il diritto alla prova, dei consulenti tecnici di parte, ma in numero non superiore a due

Come usufruire della consulenza tecnica di parte in ambito civile o penale a Catania e Siracusa

Se lei è un avvocato civilista o penalista che sta assistendo un genitore coinvolto in una separazione o divorzio, una parte offesa o un presunto autore di reato; Se lei è un genitore coinvolto in un processo di affido nei casi di separazione o divorzio; O se lei è una parte offesa coinvolta in un procedimento penale; O se lei è un imputato; può prenotare una chiamata informativa gratuita per chiedere tutte le informazioni necessarie. Dopo la chiamata, se lo vorrà, potremo organizzare un incontro congiunto con avvocato e parte per pianificare il lavoro e la strategia. È possibile usufruire dei percorsi di coordinazione genitoriale sia in presenza con una psicologa a Catania sia online.

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Cos’è una consulenza tecnica di parte?
Il consulente tecnico di parte è un professionista che partecipa all’incarico del perito o del consulente tecnico d’ufficio, facendo proposte operative ed esprimendo richieste o osservazioni e ha il compito di assicurare che il consulente nominato dal giudice e il consulente tecnico nominato dall’altra parte rispettino metodologie corrette ed esprimano giudizi fondati scientificamente.
Come scegliere il consulente tecnico di parte giusto per il mio caso a Catania?
Il Consulente Tecnico di Parte (C.T.P.) deve essere altamente qualificato nel tema specifico del contenzioso, con competenze verificabili tramite il curriculum e un breve colloquio. È essenziale che abbia esperienza in controversie legali, avendo svolto diverse consulenze di parte, per valutare adeguatamente il lavoro del Consulente Tecnico d’Ufficio (C.T.U.), le strategie del C.T.P. avversario e le possibilità di accordo bonario. Il C.T.P. deve conoscere le procedure legali in ambito di contenzioso, essere iscritto all’albo professionale e, sarebbe bene, che fosse iscritto all’albo del tribunale e avere una comprovata esperienza professionale in materia di violenza domestica e nei confronti dei minori. Deve possedere titoli di specializzazione post-universitari in psichiatria, psicoterapia, psicologia dell’età evolutiva o psicologia giuridica o forense, ed essere iscritto da almeno cinque anni nei rispettivi albi professionali.
Qual è il coinvolgimento del consulente tecnico di parte durante il procedimento legale e quali sono i suoi compiti e responsabilità?
Il Consulente Tecnico di Parte (CTP) sostiene la parte che lo ha nominato, difendendo i suoi interessi attraverso deduzioni tecniche. Tra i compiti del CTP vi è l’assistenza alle operazioni peritali del CTU, la partecipazione alle udienze e alle camere di consiglio in cui è coinvolto il CTU, e la possibilità di intervenire sulle perizie e indagini tecniche del CTU fornendo osservazioni. Le osservazioni del CTP in udienza sono trascritte nel verbale, mentre quelle sulle indagini del CTU vengono inserite nella relazione del CTU e in una relazione separata redatta dal CTP. Pur non avendo valore probatorio, questa documentazione diventa parte integrante della documentazione prodotta dalla parte che il CTP rappresenta.
Come verrà protetta la riservatezza delle informazioni condivise con il consulente tecnico di parte?
Il Professionista deve rispettare il segreto professionale non divulgando fatti o informazioni di cui è venuto a conoscenza in relazione all’espletamento dell’incarico; né degli stessi può fare uso, sia nel proprio che nell’altrui interesse, curando e vigilando che anche i collaboratori, i dipendenti ed i tirocinanti mantengano lo stesso segreto professionale. Al termine dell’incarico la documentazione ricevuta in fotocopia sarà distrutta, mentre quella ricevuta in originale sarà restituita in occasione dell’ultima riunione con il Cliente. Alla conclusione dell’incarico il cliente riceverà una relazione che potrà essere prodotta in giudizio, a tal fine il cliente consente la condivisione in ambito giudiziario delle informazioni in essa contenute.
Qual è il costo del servizio di consulenza tecnica di parte a Catania e quali sono le opzioni di pagamento?
La parte che lo nomina è tenuta a pagare il CTP, ma in caso di vittoria può recuperare il costo come parte delle spese legali. Il costo della consulenza varia in base alle tariffe professionali del CTP, alle attività del perito o del CTU e al numero di udienze in cui è partecipe il CTP. È importante notare che il CTP ha diritto al pagamento anche se la parte che lo ha nominato perde la causa. È possibile pagare tramite bonifico, carta di debito o credito o prepagata, paypal o contanti.
Come sarà gestita la comunicazione e la collaborazione tra me, il mio avvocato e il consulente tecnico di parte durante il procedimento legale?
Il Consulente Tecnico di Parte (CTP), accettando l’incarico, deve collaborare strettamente con l’avvocato, condividendo la strategia processuale. Deve fornire una valutazione tecnica e strumenti utili all’avvocato. Il CTP illustra i punti di forza e le criticità per orientare la strategia processuale, supportando l’avvocato per un buon esito del procedimento. Il CTP deve valutare attentamente i dati tecnici, evitando errori che possano indurre l’avvocato a una strategia dannosa per l’assistito. Il CTP, psicologo giuridico, deve collaborare con l’avvocato fin dall’inizio, decidendo insieme la documentazione da produrre e condividendo la strategia. La collaborazione si estende a tutte le fasi del procedimento, seguendo l’impostazione dell’avvocato. Infine, la stesura delle note del CTP che saranno poi depositate e prodotte in giudizio avviene in stretta collaborazione tra CTP e avvocato.