Passaggio da coppia a genitori a Catania e Online
La nascita del primo figlio è una naturale estensione di questa generatività e attribuisce alla coppia lo “”status”” di famiglia, spesso riconosciuto dalle persone vicine alla coppia, che iniziano a vedere i partner come genitori.
Le influenze delle famiglie di origine influenzano inconsciamente il rapporto con il figlio, portando a ripetere o contrastare i comportamenti genitoriali. Allo stesso tempo, il rapporto della giovane coppia con i genitori cambia: può migliorare il legame genitore, ora nonno – figlio/a, ora genitore, oppure può emergere latente conflittualità.
In quanto tale, la nascita del figlio richiede una riorganizzazione delle relazioni familiari, introducendo nuovi ruoli come quelli dei nonni e degli zii.
La nascita del primo figlio: quali conseguenze?
Il percorso verso la genitorialità è unico per ogni coppia e l’arrivo di un figlio, che sia pianificato o inaspettato, comporta grandi cambiamenti. La gravidanza offre ai futuri genitori un periodo di adattamento psicologico, ma è con la nascita che tutto cambia ufficialmente, spesso generando stress che, seppur non sempre negativo, si lega a notevoli trasformazioni.Quali cambiamenti deve affrontare una coppia di neogenitori?
Il primo cambiamento riguarda l’organizzazione del tempo e delle energie, poiché un neonato richiede cure continue, spesso incompatibili con la routine preesistente della coppia. Questo porta a una riduzione dei momenti dedicati alla coppia stessa o alle passioni personali, causando affaticamento e alterando l’umore. Inoltre, i neogenitori affrontano notevoli cambiamenti nelle abitudini del sonno.Il ritmo di vita viene stravolto poiché i neonati si svegliano frequentemente durante la notte. La mancanza di sonno può rendere i genitori irritabili e incapaci di affrontare le attività quotidiane.
Il secondo cambiamento è il senso di responsabilità verso il nuovo nato, che può provocare preoccupazioni e paure nei genitori, derivanti dal bisogno di garantire un ambiente sicuro e dalla sensazione di perdere il controllo sulla propria vita.
Il terzo cambiamento coinvolge gli equilibri relazionali, con la madre spesso completamente assorbita dal neonato, il che può generare sentimenti di esclusione e gelosia nel partner, aumentando la conflittualità e riducendo la complicità.
Infine, la sfera dell’intima e sessuale può essere compromessa dalla stanchezza e dallo stress. La mancanza di supporto pratico e la pressione sociale per apparire genitori perfetti aumentano ulteriormente le difficoltà, distogliendo l’attenzione dal compito principale: accudire il proprio figlio e costruire con lui una relazione.
Differenze tra uomo e donna nella genitorialità.
La nascita di un figlio unisce e separa la coppia. Il bambino si “intromette” nel rapporto, sottraendo tempo all’intimità e creando nuovi sentimenti nella madre, come tenerezza, protezione e orgoglio, ma anche responsabilità. Questi sentimenti possono generare ansia e inadeguatezza nella madre, che si aspetta più supporto dal partner.Il padre, spesso si percepisce escluso e trascurato, sentendo di dover dare di più mentre riceve meno.
Il sentimento materno è istintivo ed esclusivo, mentre quello paterno è più razionale e richiede tempo per crescere. Prima della nascita del figlio, i coniugi costruiscono un’identità di coppia basata su progetti comuni, interessi e rapporti sociali. L’arrivo del figlio sfida questa identità, mettendola in discussione su vari fronti.
Capire e accettare le diversità reciproche richiede tempo e impegno. La costruzione di una famiglia è un processo continuo che richiede comprensione e adattamento costante. La mancanza di conoscenza dei dinamismi della coppia può amplificare le difficoltà e causare sconforto.
Cos’è il baby blues?
Dopo il parto, la donna può sperimentare il cosidetto “baby blues”, un calo dell’umore transitorio che colpisce il 50-80% delle donne nei primi 10 giorni. Solo il 10-15% sviluppa depressione postpartum, più grave.
Questa condizione può variare in intensità e durata, manifestandosi anche nei padri, colpendo circa il 10% di loro nel primo anno di vita del bambino, con un picco tra i tre e i sei mesi. Mentre il baby blues tende a risolversi spontaneamente, la depressione postpartum richiede attenzione clinica. Studi recenti hanno evidenziato l’importanza di riconoscere e affrontare questo disturbo sia nelle madri che nei padri per garantire il benessere della famiglia.
La depressione post partum
La depressione post-partum è una condizione comune ma spesso sottovalutata, con gravi conseguenze sulla madre e sul neonato. Stimata intorno al 10-15% in Europa, può influenzare lo sviluppo del bambino, causando disturbi cognitivi e sociali, oltre a compromettere lo sviluppo a lungo termine. La diagnosi precoce è essenziale per prevenire questi effetti negativi.
Tuttavia, in molti non riconoscono i sintomi, attribuendoli allo stress del parto. Il pediatra-neonatologo può svolgere un ruolo chiave nello screening della depressione post-partum, poiché le madri spesso cercano meno aiuto per sé stesse dopo la nascita del bambino. Ciò sottolinea la necessità di servizi psico-socio-educativi per sostenere le madri.
Cosa può aiutare i futuri o neogenitori a mantenersi coppia?
Mantenere vivo il dialogo nella coppia è essenziale. Questo dialogo deve basarsi sull’espressione dei propri sentimenti e sull’ascolto reciproco, senza dare nulla per scontato. È importante non presumere che il partner capisca i sentimenti e le motivazioni senza esplicitarli.La coppia deve anche ridefinire i rapporti con le rispettive famiglie d’origine. Non si tratta di voltare loro le spalle, ma di stabilire confini chiari per costruire una nuova famiglia con proprie abitudini e una nuova cultura, che sia una sintesi delle culture di provenienza.
Inoltre, è importante mantenere un’apertura verso l’esterno, coltivando relazioni con amici comuni, altre famiglie e il mondo esterno. Questo permette alla coppia di crescere, evitando di ripiegarsi su se stessa. Una continua interazione con l’esterno arricchisce e rinforza il legame interno, facilitando un equilibrio sano tra vita privata e sociale.
Come la terapia di coppia o la psicoterapia individuale possono aiutare i neo genitori?
La relazione con il bambino inizia ancor prima della nascita, con aspettative e idee sulla famiglia. Il percorso di cambiamento continua durante la gravidanza e il parto, che possono influenzare la qualità della relazione futura con il bambino. L’arrivo di un bambino porta gioia ma anche stress e insicurezze.Le divergenze educative possono creare tensioni nella coppia e nei confronti del bambino. È importante comprendere come questi eventi influenzino la formazione dei legami familiari e la relazione genitore-bambino.
In questo contesto, la psicoterapia è un percorso che può essere intrapreso dai genitori, anche singolarmente, per affrontare le sfide nella crescita del figlio.
La psicoterapia, infatti, può aiutare a riconoscere e affrontare le insicurezze, permettendo ai genitori di sviluppare fiducia e competenza nel ruolo genitoriale e può permettere alla coppia di neo genitori di trovare uno spazio per aprirsi con autenticità, amore e coraggio.
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