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Valutazione delle Competenze Genitoriali in Casi di Affido e Separazione a Catania e Online

Le linee guida e la normativa della valutazione delle competenze genitoriali

La legge 8 febbraio 2006 n.54 sancisce il diritto del figlio minore alla bigenitorialità, ossia a mantenere un rapporto continuo con entrambi i genitori e a conservare legami significativi con i parenti di entrambi i rami familiari.

Il diritto di famiglia considera l’affido condiviso come istituto giuridico preferenziale, basato sull’esercizio congiunto della potestà genitoriale, indipendentemente dalla residenza o dalla distanza geografica.

Questo affido promuove il diritto del minore alla bigenitorialità sia sotto il profilo personale sia patrimoniale.

L’affidamento esclusivo a uno dei genitori o a terzi è previsto solo se c’è un serio pregiudizio per gli interessi del minore.

La normativa, in linea con l’art.12 della Convenzione di New York sui Diritti del Fanciullo e l’art.

3 della Convenzione di Strasburgo, stabilisce che il giudice deve ascoltare il minore che abbia compiuto i 12 anni, e anche minori di età inferiore se capaci di discernimento (art.155 sexies c.c.) attribuendo importanza all’opinione del minore e stabilendo che debba essere adeguatamente considerata nel procedimento giudiziario.  

La valutazione psicologica della genitorialità nei casi di separazione, divorzio e affido

All’interno della nuova normativa che tutela il diritto del minore alla co-genitorialità e il diritto/dovere dei genitori di adempiere ai loro compiti, lo psicologo giuridico che opera nell’ambito del diritto civile gioca un ruolo fondamentale nella valutazione delle capacità genitoriali.

Il consulente deve analizzare sia le potenzialità che le capacità concrete dei genitori in relazione ai bisogni specifici dei figli.

Nell’accertamento delle risorse genitoriali, il consulente deve considerare vari aspetti:

Capacità di accudimento e cura: valutare come i genitori si prendono cura dei figli.

Qualità delle relazioni di attaccamento: esaminare la qualità del legame emotivo tra genitori e figli.

Attenzione ai bisogni reali dei figli: assicurarsi che i genitori siano attenti e rispondano adeguatamente ai bisogni dei figli.

Capacità empatiche, riflessive e di ascolto: valutare le abilità dei genitori nel comprendere e rispondere emotivamente ai figli, essenziali per lo sviluppo psichico, affettivo, sociale e fisico del minore.

Riconoscimento del ruolo dell’altro genitore: apprezzare la capacità dei genitori di riconoscere l’importanza del ruolo dell’altro genitore e di mantenere la stabilità dei legami.

Questo include l’identificazione di comportamenti ostili o strumentali volti a contrastare l’altra parte.

Capacità di cooperazione: valutare la disponibilità dei genitori a condividere decisioni importanti riguardanti il mantenimento, la salute, l’istruzione e l’educazione del minore, oltre alla fiducia nella gestione delle questioni quotidiane.

Profilo personologico: approfondire, se necessario, gli aspetti psicologici dei genitori per individuare eventuali elementi di psicopatologia che potrebbero interferire con la loro capacità genitoriale.

Questo approccio mira a garantire che le decisioni prese siano nel miglior interesse del minore, promuovendo un ambiente familiare stabile e cooperativo.  

La valutazione delle competenze genitoriali nell’ambito della consulenza tecnica d’ufficio (CTU)

In materia di affidamento dei figli, la metodologia peritale deve integrare elementi di valutazione provenienti dai singoli soggetti e dalla loro relazione.

L’obiettivo è studiare approfonditamente le caratteristiche psicofisiche dei figli, ricostruendo la loro storia individuale e familiare, oltre al rapporto tra i genitori.

Questo permette una descrizione e valutazione clinica e relazionale accurata.

Il consulente deve indagare ogni aspetto legato al bambino, alla relazione con i genitori, e alle qualità personali di ciascun genitore, valutando la loro capacità di assolvere alle funzioni parentali di accudimento e tutela dello sviluppo psicofisico e socioaffettivo del figlio.

Se necessario, il consulente acquisisce informazioni sull’ambiente fisico e sociale in cui il minore vive, analizzando il contesto familiare allargato e raccogliendo informazioni da figure o istituti rilevanti, su mandato dell’Autorità Giudiziaria.

Nella relazione finale, il consulente deve esplicitare la metodologia d’indagine e il modello teorico di riferimento.

Le osservazioni conclusive devono rispondere al quesito posto dall’Autorità Giudiziaria, contenendo le motivazioni che hanno guidato il parere del consulente.

Questo approccio assicura una valutazione completa e motivata, focalizzata sul miglior interesse del minore e sulla qualità delle relazioni familiari.

Come si svolge la valutazione delle competenze genitoriali?

Nonostante la diversità delle teorie e metodiche dei consulenti, la Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU) solitamente include colloqui individuali con ciascun genitore, colloqui con la coppia genitoriale e con familiari o nuovi partner, e analisi delle interazioni tra il minore e i genitori.

Possono essere effettuate osservazioni dirette del minore nel suo ambiente di vita e relazionale.

La valutazione può anche prevedere approfondimenti psicodiagnostici individuali e/o relazionali tramite strumenti testistici clinici, come test proiettivi, di personalità, di livello e neuropsicologici, nonché test specifici e aspecifici delle relazioni genitoriali.

Trattandosi di una valutazione che influirà significativamente sulla vita familiare e dei figli è necessario considerare più fonti di informazione al fine di giungere alle conclusioni sugli stili genitoriali e suggerire le migliori soluzioni di affido.

Ovviamente l’ultima parola spetterà al Giudice, peritus peritorum.

L’utilizzo di test per indagare le competenze genitoriali.

L’utilizzo dei test psicologici in ambito forense aiuta a ridurre gli errori derivanti dalla soggettività dell’esaminatore e consente di esplorare aspetti difficilmente valutabili con il solo colloquio.

Lo psicologo deve attenersi scrupolosamente alle modalità di somministrazione, scoring e siglatura indicate dal manuale del test per garantirne la validità.

Lo psicologo deve informare tutte le parti coinvolte sugli strumenti psicodiagnostici utilizzati, integrandoli in una procedura di assessment complessa che comprende l’analisi degli atti, colloqui, osservazioni ambientali e altri strumenti ritenuti utili.

I risultati dei test devono essere inseriti in un quadro complesso, dove la valutazione del soggetto si basa sulla concordanza degli indici testistici con quelli clinico-anamnestici. Sarebbe un errore giudicare il soggetto solo in base ai risultati dei test, ma considerando l’intero contesto della valutazione.

Perchè è importante che un genitore si avvalga di un consulente di parte quando è coinvolto in una causa di separazione o divorzio e di affidamento dei figli?

In una causa di separazione o divorzio e di affidamento dei figli, è importante che un genitore si avvalga di un consulente di parte (CTP) per diversi motivi:
  1. Supporto tecnico e specialistico: Un consulente di parte ha competenze specifiche in ambito psicologico e giuridico, che possono aiutare a interpretare correttamente le valutazioni e le relazioni tecniche del Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU).Questo supporto è cruciale per comprendere i termini tecnici e le metodologie utilizzate, e per contestare eventuali errori o interpretazioni sfavorevoli.
  2. Tutela degli interessi del genitore e del minore: Il CTP lavora per garantire che gli interessi del genitore e del minore siano rappresentati e tutelati.Questo include verificare che tutte le procedure siano seguite correttamente e che ogni aspetto della situazione familiare sia considerato equamente.
  3. Bilanciamento delle valutazioni: La presenza di un consulente di parte può contribuire a bilanciare le valutazioni del CTU, offrendo una prospettiva alternativa e potenzialmente contrastante.Questo è particolarmente importante in situazioni dove vi è un conflitto elevato tra i genitori, garantendo che la valutazione finale tenga conto di diverse angolazioni.
  4. Valutazione e critica del lavoro del CTU: Il CTP può esaminare criticamente il lavoro del CTU, individuando eventuali lacune, bias o errori metodologici nelle relazioni tecniche.Questo può essere fondamentale per costruire una difesa solida e per presentare argomentazioni ben fondate in Tribunale.
  5. Supporto emotivo e psicologico: Un consulente di parte può anche fornire supporto emotivo e psicologico al genitore durante il processo di separazione o divorzio, che è spesso un periodo di grande stress e incertezza.Questo supporto può aiutare il genitore a gestire meglio la situazione e a prendere decisioni più informate e consapevoli.
  6. Preparazione per le udienze: Il CTP può preparare il genitore per le udienze spiegando cosa aspettarsi.Questo può migliorare significativamente la performance del genitore in Tribunale e aumentare le possibilità di un esito favorevole.

In sintesi, un consulente di parte offre un contributo prezioso in termini di competenze tecniche, supporto emotivo e rappresentanza degli interessi del genitore e del minore, migliorando la qualità e l’equità del processo decisionale in cause di separazione, divorzio e affidamento dei figli.

Come usufruire della consulenza tecnica di parte in ambito civile a Catania e Siracusa

Se lei è un avvocato civilista che sta assistendo un genitore coinvolto in una separazione o divorzio;

Se lei è un genitore coinvolto in un processo di affido nei casi di separazione o divorzio può prenotare una chiamata informativa gratuita per chiedere tutte le informazioni necessarie.

Dopo la chiamata, se lo vorrà, potremo organizzare un incontro congiunto con avvocato e parte per pianificare il lavoro e la strategia.

È possibile usufruire dei percorsi di coordinazione genitoriale sia in presenza con una psicologa a Catania sia online.  

Hai bisogno di una professionista per Valutazione delle Competenze Genitoriali in Casi di Affido e Separazione a Catania e Online?

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Cos’è una consulenza tecnica di parte?
Il consulente tecnico di parte è un professionista che partecipa all’incarico del perito o del consulente tecnico d’ufficio, facendo proposte operative ed esprimendo richieste o osservazioni e ha il compito di assicurare che il consulente nominato dal giudice e il consulente tecnico nominato dall’altra parte rispettino metodologie corrette ed esprimano giudizi fondati scientificamente.
Come scegliere il consulente tecnico di parte giusto per il mio caso a Catania?
Il Consulente Tecnico di Parte (C.T.P.) deve essere altamente qualificato nel tema specifico del contenzioso, con competenze verificabili tramite il curriculum e un breve colloquio. È essenziale che abbia esperienza in controversie legali, avendo svolto diverse consulenze di parte, per valutare adeguatamente il lavoro del Consulente Tecnico d’Ufficio (C.T.U.), le strategie del C.T.P. avversario e le possibilità di accordo bonario. Il C.T.P. deve conoscere le procedure legali in ambito di contenzioso, essere iscritto all’albo professionale e, sarebbe bene, che fosse iscritto all’albo del tribunale e avere una comprovata esperienza professionale in materia di violenza domestica e nei confronti dei minori. Deve possedere titoli di specializzazione post-universitari in psichiatria, psicoterapia, psicologia dell’età evolutiva o psicologia giuridica o forense, ed essere iscritto da almeno cinque anni nei rispettivi albi professionali.
Qual è il coinvolgimento del consulente tecnico di parte durante il procedimento legale e quali sono i suoi compiti e responsabilità?
Il Consulente Tecnico di Parte (CTP) sostiene la parte che lo ha nominato, difendendo i suoi interessi attraverso deduzioni tecniche. Tra i compiti del CTP vi è l’assistenza alle operazioni peritali del CTU, la partecipazione alle udienze e alle camere di consiglio in cui è coinvolto il CTU, e la possibilità di intervenire sulle perizie e indagini tecniche del CTU fornendo osservazioni. Le osservazioni del CTP in udienza sono trascritte nel verbale, mentre quelle sulle indagini del CTU vengono inserite nella relazione del CTU e in una relazione separata redatta dal CTP. Pur non avendo valore probatorio, questa documentazione diventa parte integrante della documentazione prodotta dalla parte che il CTP rappresenta.
Come verrà protetta la riservatezza delle informazioni condivise con il consulente tecnico di parte?
Il Professionista deve rispettare il segreto professionale non divulgando fatti o informazioni di cui è venuto a conoscenza in relazione all’espletamento dell’incarico; né degli stessi può fare uso, sia nel proprio che nell’altrui interesse, curando e vigilando che anche i collaboratori, i dipendenti ed i tirocinanti mantengano lo stesso segreto professionale. Al termine dell’incarico la documentazione ricevuta in fotocopia sarà distrutta, mentre quella ricevuta in originale sarà restituita in occasione dell’ultima riunione con il Cliente. Alla conclusione dell’incarico il cliente riceverà una relazione che potrà essere prodotta in giudizio, a tal fine il cliente consente la condivisione in ambito giudiziario delle informazioni in essa contenute.
Qual è il costo del servizio di consulenza tecnica di parte a Catania e quali sono le opzioni di pagamento?
La parte che lo nomina è tenuta a pagare il CTP, ma in caso di vittoria può recuperare il costo come parte delle spese legali. Il costo della consulenza varia in base alle tariffe professionali del CTP, alle attività del perito o del CTU e al numero di udienze in cui è partecipe il CTP. È importante notare che il CTP ha diritto al pagamento anche se la parte che lo ha nominato perde la causa. È possibile pagare tramite bonifico, carta di debito o credito o prepagata, paypal o contanti.
Come sarà gestita la comunicazione e la collaborazione tra me, il mio avvocato e il consulente tecnico di parte durante il procedimento legale?
Il Consulente Tecnico di Parte (CTP), accettando l’incarico, deve collaborare strettamente con l’avvocato, condividendo la strategia processuale. Deve fornire una valutazione tecnica e strumenti utili all’avvocato. Il CTP illustra i punti di forza e le criticità per orientare la strategia processuale, supportando l’avvocato per un buon esito del procedimento. Il CTP deve valutare attentamente i dati tecnici, evitando errori che possano indurre l’avvocato a una strategia dannosa per l’assistito. Il CTP, psicologo giuridico, deve collaborare con l’avvocato fin dall’inizio, decidendo insieme la documentazione da produrre e condividendo la strategia. La collaborazione si estende a tutte le fasi del procedimento, seguendo l’impostazione dell’avvocato. Infine, la stesura delle note del CTP che saranno poi depositate e prodotte in giudizio avviene in stretta collaborazione tra CTP e avvocato.