Abbracciare la paura di ricominciare





La connessione e la capacità di sentirci connessi ha permesso la nostra sopravvivenza ed è il motivo per cui continuiamo a esserci nel mondo.

Eppure se provassimo a pensare a una storia che riguarda l’amore e i rapporti umani potrebbero passare alla nostra mente immagini di rapporti conclusi. Ognuna di queste storie potrebbe aver generato in noi paura, vergogna, tristezza, spesso accomunate dalla sensazione di non essere abbastanza per qualcuno. Altrettanto spesso, il dirsi “non sono abbastanza” è un velo che nasconde la percezione di non meritare amore e affetto, perché le competenze possono essere incrementate, il meritare affetto sembra quasi un dato di fatto, o lo possiedi o no.

La percezione di meritare affetto è qualcosa di molto più complesso. Essa nasce dall’insieme di coraggio di essere imperfetti e gentilezza verso se stessi, che comportano l’abbandono di un sé ideale o della voglia di essere come gli altri si aspettano, per mostrare a se stessi e agli altri il sé autentico. Per fare questo, infatti, servono coraggio di essere imperfetti e gentilezza verso se stessi.

Per sviluppare coraggio e gentilezza è necessario avvicinarsi alla propria vulnerabilità fino a osservarla e infine a toccarla. In lei possiamo trovare la fonte delle nostre ansie, paure, vergogna, ma anche del nostro amore, creatività, realizzazione, gioia.

In questo spazio ci sono incertezze con cui spesso non vorremmo fare i conti.

Affrontiamo queste incertezze tenendole a distanza, evitandole, distraendoci da esse. E più lo facciamo, più cresceranno paura e ansia di sbagliare, che si imporranno scegliendo al posto nostro e facendoci perdere il controllo. E più impieghiamo tempo ed energie a distrarci da queste emozioni negative, meno tempo ed energie avremo per fare ciò che importante per noi. Evitiamo di prenderci i rischi, di uscire dalla nostra zona di confort, di affrontare le sfide. Rimandiamo. Faremo ciò che sarà importante quando sarà tutto pronto come lo vogliamo o come dovrebbe essere.

Provate a immaginare a qualcosa che vorreste fare, che è importante per voi, ma avete sempre rimandato. Immaginatevi. State svolgendo quell’attività o siete insieme a quella persona. State sorridendo e state bene con voi stessi. Immaginate che per avvicinarvi e osservare meglio quel sorriso, il vostro sorriso, vi sia una strada. Immaginate quella strada. È una strada asfaltata? Una di campagna? Ci sono degli alberi attorno o un marciapiede? Ora immaginate che lungo quella strada ci sia la vostra più grande vulnerabilità. Vi guardate intorno ma non ci sono altri passaggi o scorciatoie. Potrete tornare indietro o restare immobili. Potrete cercare la soluzione più ragionevole e allontanarvi dalla vostra vulnerabilità. Potreste iniziare a valutare la migliore azione da compiere. Quella sarebbe una decisione. Una decisione soppesa i pro e i contro, è razionale. Una scelta, invece, è qualsiasi atto compiamo, anche lo stare immobili, che può avvicinarci o allontanarci da ciò che è importante per noi. Possiamo non decidere, ma non possiamo mai smettere di scegliere. Siete difronte alla vostra vulnerabilità e avete scelto di restare immobili a non fare niente. Sapete che oltre la vostra vulnerabilità ci siete voi che state facendo ciò che più amate. Lì c’è il vostro sorriso.

Non vi consiglierò di affrontare e abbattere la paura, le ansie e la vostra vulnerabilità. Molti di voi ci avranno provato.

Vi chiederò qualcosa di molto più difficile. Avvicinatevi ad essa, con pazienza e gentilezza, e datele il benvenuto.

Chiunque abbia provato a salire su un cavallo avrà sperimentato che se scappa da esso non potrà salirci sopra, se prova ad attaccarlo non avrà la meglio. Sarà necessario, anche quando si ha paura di cadere, fare un respiro profondo e avvicinarsi ad accarezzarlo con grande calma. Questi animali meravigliosi, infatti, hanno una pelle molto spessa ma recepiscono ogni nostra tensione. Solo quando sia noi che l’animale proveremo fiducia e calma potremo collaborare. A quel punto sarà facile salire e attraversare insieme percorsi dai panorami più entusiasmanti. Si cadrà, e da questa caduta sarà una nostra scelta quella di non avvicinarci più a un cavallo o ritentare rimproverandoci con un enorme probabilità di cadere nuovamente. Oppure potremo scegliere di trattare noi stessi e la nostra vulnerabilità con gentilezza, senza giudicarla o rimproverarla. Senza cancellare la caduta, né nelle sue parti dolorose che potranno farci vedere cosa non fare in futuro, né nelle sue parti positive. Perché spesso anche pensare a ciò che abbiamo fatto nel modo giusto ci è difficile.

Guardate a qualcosa di utile in ogni fallimento, rottura, caduta.

Avvicinatevi alla vostra vulnerabilità e alle vostre ansie e paure. Non andranno via dal cammino, ma potrete insieme percorrere la strada che vi porterà a una vita imperfetta, ma ricca e significativa.

Coltivate l’abitudine di trattarvi e rivolgervi a voi stessi con gentilezza e rispetto, sia che pensiate di meritarlo che non. Più lo farete più noterete che ogni giorno affrontate enormi sfide e fatiche nel migliore dei modi che la vita e ciò che avete imparato vi permettono. Più lo farete più noterete che potete sbagliare e va bene così.

Letture consigliate


Neff, K. (2019). La self-compassion. Il potere dell'essere gentili con se stessi. Franco Angeli.

Brown, B. (2016). La forza della fragilità: Il coraggio di sbagliare e rinascere più forti di prima. Vallardi.

Harris, R. (2011). The confidence gap. Hachette UK.

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